Legge per i pagamenti certi!

Non posso che sottoscrivere a pieno anche io l’appello che molti imprenditori e associazioni di categoria venete hanno fatto al presidente Monti per affrontare il tema dei pagamenti fra aziende.

Per risollevare l’economia bisogna aiutare anche i tanti imprenditori onesti, quelli che lavorano e creano lavoro ma che si ritrovano in difficoltà a causa dei tanti pagamenti che devono ancora incassare, nonostante il lavoro eseguito correttamente. Un ritardo nei pagamenti che è oramai fisiologico senza però che le banca aiutino i lavoratori onesti in questo campo.

La pubblica amministrazione deve riformarsi in primis dando tempi certi per i propri pagamenti, ma come le direttive europee impongono bisogna intervenire anche nel settore privato affinché vi siano pagamenti certi e pene veloci ed immediate per chi, al contrario, fa il furbo.
Il meccanismo così com’è ora fa si che un pagamento mancato influenzi tutta la catena dei fornitori e metta in difficoltà, soprattutto quelli piccoli.

Lo stato deve colpire duramente chi non paga, ed aiutare chi vanta crediti non pagati nel risalire la catena commerciale al fine di ricevere i propri soldi (in Francia è la “guardia di Finanza che compie questo lavoro)

In più, credo sia assurdo che migliaia di imprenditori debbano pagare le tasse su importi fatturati ma mai incassati. Se si vuol far ripartire l’economia bisogna partire anche da questi semplici aiuti!!!

Tremonti: basta opprimere le imprese

Troppi controlli continui, tempo perso e stress. Quotarsi in Borsa? «Oggi costa una follia»

Il titolo del mio post è tratto da un articolo letto su corriere.it
L’articolo riporta poi altre dichiarazioni del ministro che riassumono lo stato di “oppressione fiscale e burocratica” in cui versano le aziende italiane. “Misure sono allo studio dei tecnici ministeriali per contrastare tale situazione”. E ancora, “I controlli alle imprese devono essere meno, la quotazione in borsa è troppo costosa”, etc. etc.

E’ bello che anche il ministro delle Finanze si accorga che le imprese italiane fatichino a correre al pari delle competitors europee, probabilmente per la fortissima oppressione fiscale e burocratica, oltre per una sostanziale mancanza di politica industriale che caratterizzano i governi degli ultimi anni. Non avere un ministro per lo sviluppo economico per quasi 6 mesi, oltre al fatto di cambiare politica energetica da un giorno all’altro non può certo che migliorare la situazione.

Non credo che gli imprenditori vedano in modo negativo le dichiarazioni del ministro (meno controlli e quotazione facile farebbero comodo a tanti) ma credo che le proposte effettuate negli ultimi anni dalle associazioni di categoria per tutelare un tessuto economico fatto da piccole e medie imprese siano altre e siano ben più sensate ed efficaci:
• Ufficio unico per l’impresa dove presentare tutta la documentazione per l’avvio di un’attività e che si possa occupare del coordinamento di tutti quegli enti che devono fornire nullaosta ed effettuare sopralluoghi.
• Detassazione degli straordinari come incentivo alla produttività
• Detassazione degli investimenti in R&S
• Agevolazioni fiscali per gli under 30 che creano e aprono nuove imprese
• Per aiutare veramente le piccole e medie imprese però, in un contesto economico in cui le pubbliche amministrazioni pagano a sei mesi e molti privati non pagano proprio, non sarebbe male evitare di bastonare i piccoli imprenditori impegnati giornalmente nel cercare di riscuotere quanto già gli spetta, esentandoli del pagamento delle tasse rispetto a ciò che ancora non hanno incassato. Pagare le tasse sull’incassato e non sul fatturato sarebbe secondo me una giusta misura per aiutare davvero ed in tempi molto brevi il tessuto economico sociale italiano.
Magari ho scritto banalità e scorrettezze, sono pronto a discuterne e ad ascoltare, ma visto le banalità e scorrettezze che vengono pronunciate anche a livelli ben più alti del mio, mi permetto di farlo anche io!!