Rassegna Stampa: Urban Center

Un bellissimo e completo articolo della giornalista Giovanna Capretti è uscito nei giorni scorsi sull’allegato di Architettura del Giornale di Brescia.
Lo allego nella sua completezza con anche le miei dichiarazioni.
E’ con orgoglio che posso dire che molti dei dati ripresi dalla giornalista provengono dalla mia tesi di laurea.

“Vetrina” delle scelte urbanistiche dell’amministrazione, spazio di presentazione di progetti architettonici e di approfondimento sulle trasformazioni della città, luogo di confronto tra istituzioni, professionisti e semplici cittadini. Anche Brescia avrà il suo Urban Center, sul modello di esperienze simili già avviate in altre città italiane – ne riferiamo nei box – e nella consapevolezza che, in un momento delicato per l’attuazione del nuovo Piano di Gestione del Territorio, sia importante la presenza di un luogo fisico di raccordo tra politica e cittadini. Ma come, quando e soprattutto dove l’Urban Center bresciano sorgerà, è ancora tutto da definire.

Il nuovo Pgt ne prevede la collocazione negli spazi della Crocera di San Luca, affacciata su corso Zanardelli, dove già la Giunta Corsini aveva previsto l’apertura di un Centro di cultura contemporanea: concorso espletato (vincitore lo studio bresciano dell’architetto Giorgio Goffi), realizzazione sospesa per mancanza di copertura finanziaria. Problema che si ripresenta anche per la Giunta Paroli: “La volontà c’è, i soldi mancano – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Mario Labolani -. Siamo in contatto con tre/quattro realtà, tra Fondazioni e privati, che potrebbero essere interessate a sostenere l’intervento, nel senso di presentare un progetto e offrire finanziamenti. Da soli non ce la facciamo”.

E intanto? Il blog urbancenterbrescia.it, aperto nell’agosto dello scorso anno, è aggiornato al 7 settembre 2010.
Resta in attesa di valutazione (“Abbiamo intenzione di pubblicarlo, e ne terremo certamente conto” annuncia l’assessore all’Urbanistica Paola Vilardi) il progetto per l’Urban Center bresciano redatto da Fabrizio Benzoni nel corso di uno stage all’Assessorato comunale e divenuto tesi di laurea in Ingegneria gestionale – ne abbiamo tratto informazioni per le schede sugli Urban Center italiani che corredano l’articolo – che delinea obiettivi e costi: 30mila euro per l’allestimento e 180mila l’anno per la gestione.

Nel frattempo gli uffici tecnici del Comune stanno lavorando alla sistemazione di Palazzo Martinengo delle Palle di via San Martino della Battaglia, lasciato libero dalla Corte d’Appello: qui dovrebbero entrare l’Ufficio ragioneria del Comune, gli uffici dell’Unep (ufficiali giudiziari), le sedi dell’Ordine degli avvocati e dell’Ordine degli architetti, accanto ad un “primo” Urban Center in attesa della collocazione definitiva. Al primo piano di palazzo Martinengo, nel salone che un tempo ospitò la grande aula delle udienze, 239 metri quadrati di superficie saranno destinati a questo scopo, per il quale il Comune ha già destinato in bilancio 150mila euro. Il progetto complessivo è in fase di stesura (l’architetto Vittorio Quadri sta lavorando a contatto con gli Ordini di avvocati e architetti, che copriranno le spese di ristrutturazione e allestimento delle zone a loro destinate, mediante un accordo sui contratti d’affitto al Comune) e sarà presto sottoposto alla Soprintendenza per l’approvazione delle modifiche necessarie per ricavare l’ascensore e il bagno per i disabili.

I tempi? “Speriamo entro la fine del 2012 – aggiunge Labolani -. Di certo entro la fine della nostra tornata amministrativa”.
E la gestione? Gli obiettivi? L’Urban Center di Brescia “farà capo all’Amministrazione comunale – spiega Labolani – e sarà gestito in collaborazione con l’Ordine degli architetti”. “Immaginiamo una realtà simile all’ex Acquario di Roma o al Pavillon de l’Arsenal di Parigi – specifica l’architetto Paola Faroni, vicepresidente dell’Ordine bresciano, anche a nome del presidente Paolo Ventura -. L’obiettivo è fare da volano alla progettazione architettonica e urbanistica, attraverso l’esposizione di progetti, con un’attenzione anche al web e alla promozione dell’architettura al grande pubblico, a partire dai bambini”. “La nostra intenzione –aggiunge l’assessore Vilardi – è di sostenere anche i giovani architetti, promuovendo e pubblicizzando realizzazioni e riconoscimenti di una realtà professionale che a Brescia è vivacissima”.

Dall’opposizione in Loggia, Laura Castelletti esprime “grande soddisfazione” per l’accoglimento di una proposta partita dal suo movimento Brescia Per Passione. “Soprattutto il sindaco e l’assessore Vilardi si sono dimostrati sensibili alla creazione di uno strumento che deve divenire patrimonio comune della città. L’Urban Center dovrà essere “trasparente”, in senso fisico e figurato, dovrà raccontare le scelte dell’Amministrazione ma anche ascoltare ed accogliere proposte ed esigenze dei cittadini. Purtoppo si è persa l’occasione di sperimentare questo strumento nella redazione del Pgt, ma ci sono tanti altri progetti, penso ad esempio all’ex Polveriera di Mompiano, su cui l’Urban Center potrà essere tavolo di confronto, senza timori di perdere il controllo delle scelte, ma anzi anticipando e governando possibili conflitti”.
Sul futuro dell’Urban Center bresciano pesa l’incognita della Crocera di San Luca, che in mancanza di investimenti rischia di rimanere l’eterna incompiuta. “Nel nostro progetto per il Centro di cultura contemporanea era prevista la possibilità di utilizzare gli spazi del piano interrato per un Urban Center” ricorda l’architetto Giorgio Goffi, che nel 2000 vinse il concorso di progettazione promosso dalla Giunta Corsini, assieme all’architetto Mario Mento e allo studio spagnolo Mansilla + Tunon. Progetto bloccato dalla Soprintendenza in seguito ai ritrovamenti delle murature quattrocentesche dell’antico ospedale, poi aggiornato con le modifiche richieste (“ero presente all’incontro tra il soprintendente e il sindaco Corsini, non ho documenti in merito, ma credo che il Comune abbia in mano l’ok definitivo”), infine sospeso in seguito al dirottamento del finanziamento su altri capitoli di spesa. “Ho firmato una lettera di sospensione dell’incarico – conclude Goffi – che impegna l’Amministrazione a riaprire i termini del mio incarico nel momento in cui ci sarebbe stata la copertura finanziaria, che a questo punto credo non potrà essere meno di dieci milioni di euro. Ho fatto avere agli assessorati competenti il cd con il progetto” sottolinea l’architetto. “Questo progetto non l’ho mai visto – ribatte l’assessore Labolani – e comunque non lo ritengo vincolante. L’intervento sulla Crocera si farà solo con il concorso di privati, ovvero se qualcuno presenterà un progetto e disporrà dei fondi per realizzarlo. Abbiamo già tre o quattro contatti, vedremo se qualcosa si concretizzerà”.
E questa, per ora, sembra essere l’ultima parola.

YpBPr.. ancora si sente l’eco..

YpBPr è stato sicuramente un incontro memorabile nel suo genere. Molti fra i migliori giovani amministratori under35 si sono incontrati, infatti, ad ottobre, a Villa Alba, in quel di Gardone.

Avevo raccontato a suo tempo, tramite il blog di Laura Castelletti, l’iniziativa.

Mi fa piacere quel post continui a girare in rete, prima sul Corriere del Garda, poi sul blog della lista “Per una nuova Gardone Riviera”